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Ritratto a pastello

La tecnica di Rosalba Carriera 

 

Questo workshop si compone di due argomenti: il tema (ritratto), e la tecnica (pastello). 

Per la trattazione del tema si prenderanno in considerazione le misurazioni del volto umano attraverso uno schema generale che offrirà i riferimenti essenziali per la posizione delle parti anatomiche del volto. Si passerà quindi alla trattazione della tecnica del pastello.

misurazioni del volto umano

Si procederà tracciando uno schema geometrico costituito da due colonne di tre quadrati, nel quale si disegnerà – successivamente – il volto in posizione frontale. (Fig. 1). Si traccerà poi un altro schema costituito da tre colonne di tre quadrati, nel quale si disegnerà il volto visto di profilo. (Fig. 2).

A sinistra del primo schema si disegnerà una linea verticale a partire dalla base dello schema, fino alla metà della prima fila di quadrati in alto. La linea così tracciata sarà suddivisa in tre parti uguali. Verranno così a evidenziarsi quattro punti, i quali individuano nel volto rispettivamente:  1) attaccatura dei capelli; 2) margine superiore dell’orbita; 3) base del naso; 4) mento.

Lo spazio tra il punto 2 e 3 verrà suddiviso in due metà uguali; di queste due metà quella superiore sarà divisa ancora in due parti uguali. Si avranno quindi i punti 2A e 2B che saranno rispettivamente corrispondenti: alla parte inferiore dell’iride dell’occhio, e: all’apertura orbitale inferiore. La stessa suddivisione sarà fatta per lo spazio tra il punto 3 e 4. Si avranno quindi i punti 3A e 3B, che corrisponderanno rispettivamente: alla rima della bocca, e: alla piega sotto labiale del labbro inferiore.

Un’importante ripartizione dello schema è quella che suddivide il suo lato superiore in cinque parti uguali (Fig. 3). Ciò permetterà l’individuazione degli elementi del volto sulla orizzontalità. Chiamiamo pertanto il lato superiore dello schema segmento AB. Dal suo punto A tracciamo una retta “r” obliqua ad AB (il grado di obliquità può essere a piacere). Dividiamo la retta r in 5 parti uguali (non importa la dimensione di tali parti, ma è importante che siano uguali. Per fare ciò si può usare una unità di misura qualsiasi: ad esempio l’apertura fissa di un compasso o un semplice righello). Chiameremo questi punti, r1, r2, r3, r4, r5.

Ora disegniamo un segmento che abbia come estremi il punto r5 e il punto B. Disegniamo quindi le rette parallele a questo segmento, passanti per i punti r4, r3, r2, r1. Le parallele così tracciate intersecheranno il segmento AB nei punti r2’, r3’, r4’. Tali punti dividono il segmento AB in cinque parti uguali.

Fig. 3

Per dare un risultato a tali misurazioni si veda la figura 4.

Fig. 4

Le misurazioni e lo schema sopra rappresentati sono, tuttavia,  da considerare indicazioni generali, non potendo il volto umano – per la diversità delle sue tipologie, e per i fattori prospettici della rappresentazione (scorcio) – costituire una formula prestabilita per disegnare qualunque volto (Fig. 5).

Fig. 5

Tecnica pastello

Diversamente dalla pittura a olio, in cui il colore (terra colorata) è amalgamato con l’olio di lino (medium), nella pittura a pastello la terra colorata viene usata senza medium, a secco. Il pastello, tuttavia, presentato sotto forma di bastoncino e/o piccolo cilindro, prima di assumere tali forme si mostra come un impasto morbido composto da terra colorata, acqua e gomma arabica. Una volta asciutto e cementato in tali forme è pronto per il suo impiego. A seconda del grado di impasto il pastello si differenzia in: morbido, semiduro e duro. Il pastello morbido si presta maggiormente per le parti sfumate dell’opera pittorica, (solitamente il ritratto), mentre quelli semiduro e duro vanno bene per le zone dal segno veloce e fresco. 

Nel considerare la tecnica del pastello bisogna valutare quattro elementi fondamentali:  le superfici sulle quali dipingere; i pastelli; gli sfumini; il fissativo.

Superfici. È preferibile usare carta di grosso spessore con intonazione grigia o giallo ocra scuro, o azzurro sbiadito. La superficie non deve essere liscia, ma rugosa.

Pastelli.  È meglio avere a disposizione più tinte possibili al fine di evitare sulla carta mescolanze e sfregamenti eccessivi. Ciò influirebbe negativamente sulla freschezza tonale dell’opera.

Sfumini. Se tra gli sfumini si possono annoverare i pennelli piatti per la pittura a olio, o i classici sfumini per la matita, le superfici migliori per sfumare il pastello restano le dita della mano.

Fissativo. È un liquido composto da resine sintetiche e liquidi volatili. In commercio si trova in bombola aerosol ed è prodotto da varie aziende come Maimeri, Lefranc, Lukas e altre. È possibile prepararlo anche da se, ma in tal caso per polverizzare il liquido occorre spruzzarlo con delle cannucce a fiato. Questa operazione non  da buoni risultati, pertanto è da preferire la composizione commerciale in aerosol.  Tuttavia una ricetta semplice di fissativo preparato in casa è costituita da latte allungato con un po’ d’acqua e alcool. Nel fissare il pastello è bene tenere la bombola aerosol a una distanza di 40 cm. circa, spruzzare non direttamente sul foglio, ma vicino a esso, creando una nuvola di aerosol nella quale passare il pastello. Tale procedura richiede almeno quattro passaggi, aspettando qualche minuto tra l’uno e l’altro.

Esecuzione del pastello

Fase 1: si comincia con l’eseguire un disegno di massima con fusaggine, lavorando solo con la linea. Si delimiteranno, sempre con la linea, le campiture delle ombre, senza tuttavia inserire i valori tonali dell’ombra.

Fase 2: solo in questa fase si riempiranno le campiture delle ombre con un colore ocra scuro. Le campiture dovranno risultare piatte e uniformi.

Fase 3: in questa fase si lavorerà sulle campiture chiare, colorandole di rosa medio, sempre con stesura piatta e uniforme.

Fase 4: in questa fase si inseriranno le alte luci nelle campiture chiare, e si schiariranno le ombre con dei toni di luce, solitamente calda (luce riflessa); si uniranno poi – sfumando – i bordi delle campiture chiare e scure inserendo nel mezzo di tali bordi una tonalità leggermente grigia.

Fase 5:  in questa fase, e in quelle successive, si modelleranno un po’ per volta tutte le parti dell’opera  fino al risultato intermedio (fase 5.1), e finale (fase 5.2). È importante procedere per sottili strati di colore, tratteggiando con ritmo incrociato; questi strati andranno poi fusi col pennello piatto o i polpastrelli delle dita. Bisogna evitare che i gli strati di pastello si ispessiscano troppo, altrimenti i colori successivi non aderiranno bene. Di tanto in tanto è necessario fissare il lavoro con fissativo aerosol, ciò permetterà la sovrapposizione di ulteriori strati di colore (Figg. 6 – 7).

Fig. 6

Di seguito le singole fasi del lavoro:

Fase 1
Fase 2
Fase 3
Fase 4
Fase 5
Fase 5.1
Fig. 7 (Fase 5.2 finale)
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