Menu Chiudi

L’evoluzione del vero: Domenico Bresolin e la Scuola di Paesaggio a Venezia nel 1865

Cosa significava insegnare e imparare la pittura di paesaggio a Venezia a metà dell’Ottocento?
Una risposta affascinante e dettagliata ci arriva direttamente da un documento storico straordinario: il Programma d’insegnamento per la Scuola di Paesaggio redatto di proprio pugno dal professor Domenico Bresolin per l’I. R. Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1865.

Questo suo manoscritto, diviso in tre fogli, non è solo un elenco di regole burocratiche, ma un manifesto teorico che testimonia un momento cruciale di passaggio: la naturale evoluzione dalla didattica accademica classica verso la modernità dell’osservazione diretta della natura.

Il percorso didattico: Dallo studio della tecnica al contatto con la Natura.
Il programma ideato da Bresolin si sviluppava su tre anni e mostra una progressione metodologica rigorosa:

  • Il Primo Anno era dedicato interamente al disegno (matita, carboncino). Prima di affrontare il colore, gli allievi dovevano imparare a gestire la profondità spaziale lavorando sui piani prospettici: dai piani più lontani ai dettagli in primo piano. In questa fase si utilizzavano “originali tratti dal vero”, ovvero disegni e studi eseguiti sul campo dal maestro stesso, che servivano da filtro e guida tecnica per gli studenti prima del grande salto all’aperto.

  • Il Secondo Anno introduceva l’iniziazione al colore (“iniziamento al dipingere”), partendo da studi parziali per arrivare a composizioni più complesse e alla pittura diretta dalla natura.

  • Il Terzo Anno rappresentava il culmine: l’esercizio della composizione e la ricerca continua sulla “verità”.

La continuità con la tradizione e la svolta del “Vero”.
Per secoli, la copia sistematica di stampe e incisioni d’autore ha rappresentato una pietra miliare insostituibile della didattica accademica: uno strumento fondamentale grazie al quale generazioni di artisti hanno appreso il rigore del segno, la sintesi chiaroscurale e la struttura formale dei maestri del passato.

Bresolin non rinnega questo prezioso patrimonio metodologico, ma compie un passo successivo e coerente con i tempi: stabilisce che l’opera grafica del passato deve essere uno strumento di consultazione intellettuale e non di pura imitazione.

Nella sua nota – “Stampe celebri, rami, litografie di autori distinti, si studieranno solamente consultandoli, ma copiandole mai” – si legge la volontà di far evolvere lo studente. I capolavori del passato servono per educare il pensiero e comprendere la composizione; la mano e la sensibilità visiva dell’allievo, invece, devono confrontarsi e liberarsi direttamente davanti alla mutevolezza della natura.

L’Appendice: I “viaggi di studio” finanziati dall’I.R. Erario.
Il documento rivela anche un aspetto pratico straordinario legato all’amministrazione dell’epoca: venivano infatti stanziati 80 fiorini per permettere ai migliori allievi della scuola un soggiorno di sei settimane in campagna (tra agosto e settembre) interamente dedicato a dipingere all’aperto. Una selezione rigidissima basata sul merito artistico (la vittoria di medaglie), ma anche sul rigore morale: il professore si riservava infatti il diritto di allontanare chiunque non rispettasse il buon contegno durante il soggiorno.

Manoscritto del programma. (Fonte: Archivio storico Accademia di Belle Arti di Venezia)

FOGLIO 1
FOGLIO 2
FOGLIO 3

Traduzione del manoscritto:

FOGLIO 1

Copia al N° 11088 b4 / unito al N° 451

Programma d’insegnamento per la Scuola di Paesaggio di questa I. R. Accademia di Belle Arti in Venezia.

Premesse

I. Non saranno ammessi nella Scuola di Paesaggio se non gli alunni dell’Accademia i quali hanno conveniente istruzione nella Prospettiva e nello Studio dell’ombre, e per il Disegno a mano libera abbiano fatto Studio dell’Ornato e negli Elementi della Figura.

II. Sarà base dell’insegnamento sempre il vero.

III. Il corso dell’insegnamento nella Scuola di Paesaggio sarà di soli tre anni.

Distribuzione dello Studio nei tre anni.

Primo anno – Studio di solo Disegno a matita, al carbone, o in qualunque altro modo piacerà al Professore; prima dei piani lontani, poi dei piani principali e dei dettagli, sempre da originali tratti dal vero. Nel corso poi dell’anno gli alunni saranno iniziati anche nel Disegno dalla Natura.
—————————————

FOGLIO 2

Secondo anno – Iniziamento al dipingere, prima sopra Studj tratti dal vero parziali, poi da studj più completi e anche da qualche buon quadro. Durante il corso dell’anno saranno iniziati gli alunni a dipingere anche dalla Natura.

Terzo anno – Esercizio di composizione con materiali tratti dal vero; prima in Disegno, poi in colore ed esercizi continui sulla verità.

N.B. Stampe celebri, rami, litografie di autori distinti, si studieranno solamente consultandoli, ma copiandole mai.

Appendice Degli Studj di autunno in campagna.

Volendo la Superiorità secondare generosamente il maggiore sviluppo di questa Scuola, concede che a spese Erariali sieno, durante l’autunno, condotti i migliori allievi in campagna assegnando per le spese di ogni allievo fiorini 80.

Tale Studio sarà condotto colle seguenti norme.

1°. Ogni anno (incominciando dall’anno 1865) gli Alunni di I°, II°, III° anno avranno circa sei settimane di Studio in campagna, condotti dal Professore e dove egli stimerà più opportuno, non però a troppa distanza da Venezia.

2°. Queste sei settimane decorreranno dal 16 Agosto a tutto Settembre.
—————————————

FOGLIO 3

3°. Avranno diritto ad aspirare a questo modo d’insegnamento i soli alunni che fossero premiati nell’anno con medaglia o con un I°. Accessit.

4°. Qualora il Professore acconsenta, ogni altro allievo, appartenente a questa Scuola, purché spenda del proprio, potrà aspirare a questo periodo di Studio in campagna.

5°. Ogni mancanza all’ordine ed al buon contegno morale dell’allievo durante l’anno, darà diritto al Professore di non ammetterlo al viaggio d’istruzione, ed ogni volta che un alunno stipendiato o con mezzi proprj, durante il periodo di questo Studio e viaggio, commettesse di tali mancanze; il Professore avrà diritto di allontanarlo.

Domenico Bresolin

Note di ricerca

About The Author